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Motivazione per relationem dei provvedimenti della P.A.

TAR Firenze, n. 6538/10

In materia di individuazione di responsabilità ambientale, la giurisprudenza ha recentemente concluso nel senso per cui alla luce dell'esigenza di effettività della protezione dell'ambiente, ferma la doverosità degli accertamenti indirizzati a individuare con specifici elementi i responsabili dei fatti di contaminazione, l'imputabilità dell'inquinamento può avvenire per condotte attive ma anche per condotte omissive e la prova può essere data in via diretta od indiretta, ossia, in quest'ultimo caso, l'Amministrazione pubblica preposta alla tutela ambientale si può avvalere di presunzioni semplici di cui all'art. 2727 Cod. civ., prendendo in considerazione elementi di fatto dai quali possano trarsi indizi gravi e precisi e concordanti che inducano a ritenere verosimile, secondo l'”id quod plerumque accidit”, che sia verificato un inquinamento e che questo sia attribuibile a determinati autori.

(Nella fattispecie il Collegio ha sottolineato che il provvedimento impugnato faceva riferimento “per relationem” alle conclusioni di un sopralluogo, motivo per cui mancava del necessario presupposto motivazionale idoneo a configurare una specifica responsabilità della ricorrente).


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