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Sanzioni & SISTRI: non c'è due senza tre !

Silvano Di Rosa

Sanzioni & SISTRI: non c’è due senza tre ! Purtroppo un errore “perfetto” Tre è il numero perfetto e (ahimè) lo è anche un errore reiterato per tre volte. Articolo 52 del D.L. 83/2012, oggi convertito in legge

Sommario: – 1. Premessa; – 2. L’articolo 188-ter del T.U.A. non esiste !!; – 3. Cosa è stato fatto ultimamente; – 4. Le conseguenze; – 5. Che cosa si poteva fare; – 6. Conclusioni.

1 – Premessa
Al quarantaseiesimo giorno dalla sua pubblicazione in Gazzetta il D.L. 22 giugno 2012 n. 83 «Misure urgenti per la crescita del Paese» è stato convertito in legge (con Legge 7 agosto 2012, n. 134 pubblicata nel S.O. n° 171 della GU n° 187 di oggi 11 agosto 2012), ma il testo dell’articolo 52, comma 1, continua a presentare lo stesso errore, di cui abbiamo recentemente trattato.
Pensavamo di essere riusciti ad illustrare la nostra preoccupazione con il contributo «SISTRI e sistema sanzionatorio: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum !» , ma dev’essere stata solo una nostra impressione, dal momento in cui – pur avendolo inoltrato anche a Ministeri e membri delle Commissioni parlamentari competenti in materia ambientale – il legis-latore non sembra aver dato rilevanza all’inquietudine palesata circa il fatto che: le violazioni alle norme vigenti in materia di registri di carico e scarico rifiuti, così come di formulari, corrono il rischio di non essere presidiate da alcuna sanzione. Quasi avessimo semplicemente sostenuto che l’acqua del mare è ….. salata: l’indicazione fornita non ha sortito alcun effetto, ……….forse perché carente in termini di chiarezza (?)
Eppure, nel frattempo, anche altra autorevole dottrina si è analogamente espressa riguardo alla débâcle del sistema sanzionatorio in questione; fra l’altro, con una descrizione molto dettagliata ed altrettanto impensierita , ma senza ugualmente ottenere riscontri concreti ed idonei a porvi rimedio. Ritenendo inverosimile che la questione possa non destare preoccupazione o interesse da parte delle Autorità preposte, siamo quindi stimolati ed indotti – forse dalla nostra ostinazione – a ritentare nuovamente l’ardua impresa, seguendo, stavolta, un percorso ancor più lineare e con la consapevolezza che: repetita iuvant.



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