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End-of-Waste tramite provvedimenti autorizzativi

David Roettgen

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Il quadro normativo vigente prima del D.Lgs. n. 205/2010

Sul versante nazionale, come accennato, la disciplina nazionale in tema di EoW attualmente vigente si pone quale ultimo tassello di un percorso evolutivo complesso di seguito delineato in estrema sintesi.
Il D.Lgs. n. 152/2006, nell’originaria formulazione entrata in vigore nell’aprile del 2006, prevedeva - all’art. 181, comma 6 - la possibilità di classificare come materia prima secondaria, combustibili o prodotti quei materiali frutto di metodi di recupero che garantissero l’ottenimento di caratteristiche determinate per mezzo di quattro diverse modalità:
i. EoW con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio (ex art. 181 bis del D.Lgs. n. 152/ 2006), di concerto con il Ministro delle attività produttive, ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (di seguito, prima modalità);
ii. EoW attraverso le disposizioni di cui al D.M. 5 febbraio 1998 ed al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio 12 giugno 2002, n. 161 (di seguito, seconda modalità );
iii. EoW attraverso autorizzazioni rilasciate ai sensi degli articoli 208, 209 e 210 del D.Lgs. n. 152/2006 (di seguito, terza modalità);
iv. EoW attraverso prescrizioni fissate da appositi accordi di programma (di seguito, quarta modalità).

E `stato correttamente affermato che il sistema delle c.d. MPS, ossia delle materie prime secondarie sopra delineato «si pone come un sistema ante litteram dell’odierno end of waste».


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