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Terremoto de L'Aquila del 6 aprile 2009: la sentenza

Tribunale de L'Aquila

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Le n. 42 vittime, sopra indicate, in relazione alle quali il P.M. ha ritenuto di formulare l’imputazione, sono solo una parte delle vittime totali del sisma del 6.4.09; ciò perché, secondo la prospettazione accusatoria, solo in relazione ad esse sarebbe emersa la sussistenza del nesso causale tra la condotta contestata agli imputati e la scelta di rimanere in casa la notte a cavallo tra il 5.4.09 ed il 6.4.09.
Già da tale premessa si comprende come l’analisi della colpa e l’accertamento del nesso causale tra la condotta contestata e l’evento giuridicamente rilevante (morte e lesioni) costituiscano i punti nevralgici dell’affermazione della responsabilità penale.

Prima di affrontare tali due argomenti, per motivi di chiarezza, occorrerà effettuare una ricostruzione analitica dell’intera vicenda esponendo:
  1. i dati relativi alla scossa delle ore 03.32 del 6.4.09 e, più in generale, all’attività sismica registrata a L’Aquila e nei territori limitrofi dall’inizio del periodo sismico, giugno 2008, fino al 31.3.09, data della riunione e di consumazione della condotta colposa contestata;
  2. la normativa che disciplina gli scopi e le funzioni della Commissione Grandi Rischi;
  3. le finalità, il contenuto e l’esito della riunione tenuta a L’Aquila il 31.3.09, con indicazione delle ragioni per le quali si ritiene che si trattò effettivamente di una riunione della Commissione Grandi Rischi;
  4. le dichiarazioni rese a margine della riunione da alcuni imputati e da altri soggetti che parteciparono alla riunione.


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