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Recupero dei rottami metallici: il regolamento UE 333/2011 e compatibile con la direttiva 2008/98/CE?

F. Giampietro - M.G. Boccia

Il regolamento (UE) n. 333 del 2011 del Consiglio, del 31 marzo 2011, che definisce i criteri di cessazione dei rifiuti di alcuni tipi di rottami metallici, “obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri”, a decorrere dal 9 ottobre 2011 costituisce attuazione dell’art. 6 della direttiva 2008/98/CE. 
Quivi, com’è noto, sono fissate “le condizioni”, alle quali devono adeguarsi “i criteri specifici”, volti a determinare quando si verifichi la “cessazione della qualifica di rifiuti (i c.d. end of waste) di “taluni” flussi di rifiuti. 
Le condizioni sono dettate alle lett. a) – d) del cit. articolo, mentre i criteri, intesi come “misure intese a modificare elementi non essenziali” della medesima direttiva, “completandola”, sono stati demandati alla Commissione, secondo la procedura dell’art. 39, par. 2. 
Con l’ulteriore indicazione che gli stessi criteri definiscono “quando un rifiuto cessa di essere tale” e che va data priorità ad alcune categorie di rifiuti, tra le quali, sono annoverati “i metalli” (art. 6, comma 2, dir. cit.). 
Orbene, a prima lettura, il regolamento in esame si presenta di “taglia” leggera in quanto composto di sette articoli e di tre Allegati tecnici, riguardanti rispettivamente i rottami di ferro ed acciaio (v. art. 3) ed i rottami di alluminio (art. 4). 
Ha il suo fulcro nella puntuale elencazione....


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